Casino in Sardegna: la storia dei giochi nell’isola

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Il casino, si sa, è una delle passioni principali per l’intera popolazione mondiale. Poker, Roulette, BlackJack, ma anche slot machine e altri giochi dove poter tentare la fortuna, e perché no, per poter realizzare la vincita del secolo: recarsi al casino è sempre stata un’abitudine molto diffusa in tantissimi Paesi, compresa la nostra Italia, dove sono presenti dei casino di grandissima fama. Una delle zone in cui si è spinto molto su questo fronte è la Sardegna, dove qualche anno fa si è avviata un’azione di rilancio dell’economia di alcune aree della Regione puntando proprio sull’apertura di questi luoghi dove potersi cimentare liberamente nel gioco d’azzardo.

Casino e Sardegna, un forte legame

Come sappiamo, le possibilità di gioco sono davvero tantissime, anche su internet. Con un po’ di pazienza è possibile scegliere il migliore bonus sul deposito offerto dai casino online. Ma i giochi non sono solo su internet, come dimostra il caso della Sardegna.

Oltre al rilancio economico e alla garanzia di poter fornire una forte attrattiva per i turisti, l’idea dei casino in zone simbolo come Alghero o la celebre Costa Smeralda (pensiamo ad esempio al casino di Maria Pia) ha avuto anche un obiettivo molto importante, quello di garantire allo Stato delle entrate. Si può dire che l’esperimento ha funzionato, se pensiamo che le sole slot machine generano complessivamente nel Paese qualcosa come 8 miliardi di incasso l’anno per il Fisco.

Il gioco d’azzardo e la Sardegna dimostrano quindi di avere un “feeling” davvero notevole. La Regione si è dimostrata perfetta per i casino: stando agli ultimi dati, infatti, è emerso che la popolazione sarda gioca ogni giorno una cifra pari a 500 mila euro nelle 21.000 slot machine che è possibile trovare praticamente ovunque sul territorio, casino compresi.

Dati davvero eccezionali, che fanno sì che la Regione Sardegna sia ai primi posti per spesa pro capite. Ma perché la mossa si è rivelata particolarmente azzeccata? Una parte di questa spesa rientra direttamente in Sardegna.

Tutto questo è possibile grazie ad un decreto legislativo di attuazione dello statuto speciale per la Regione Autonoma della Sardegna per quanto riguarda la determinazione e l’attribuzione delle quote delle entrate erariali, approvato nel marzo 2016.

Con questo decreto, ogni anno la Sardegna riesce ad assicurarsi un’entrata tra i 130 e i 150 milioni di euro. Naturalmente, sebbene questi numeri facciano ovviamente piacere a tutta la Regione, bisogna sempre stare molto attenti e non forzare troppo la mano: giocare ossessivamente, infatti, può portare ad una vera e propria dipendenza, che viene comunemente definita ludopatia.

È necessario evitare la dipendenza da gioco d’azzardo

L’obiettivo deve essere quindi quello di portare avanti questo legame tra la Regione e il gioco d’azzardo, ma mettendo sempre in guardia la popolazione dei possibili rischi, invitando a giocare responsabilmente.

La diffusione sempre più marcata di internet anche su dispositivi mobili come smartphone e tablet ha facilitato la nascita di piattaforme online che permettono all’utente di avviare la sua esperienza di gioco semplicemente registrandosi sul sito, anche dal divano di casa propria.

Questa indubbia comodità può però portare ad una dipendenza esagerata, oltre a tutti i rischi in cui ci si può imbattere sul web: servono quindi una corretta informazione e misure adeguate per prevenire questa problematica.